URETRITE

L’uretrite, o infiammazione dell’uretra, nel sesso maschile, è caratterizzata da secrezione uretrale ovvero emissione di piccole gocciole dal meato uretrale esterno (sommità del pene) e/o sintomi uretrali quali disuria (dolore/bruciore ad urinare) o prurito uretrale, in taluni casi può anche essere asintomatica. 

L’uretrite è causata principalmente da patogeni trasmessi per via sessuale. La diagnosi di uretrite si ottiene generalmente utilizzando un tampone uretrale ed è confermata dalla dimostrazione di un numero in eccesso di globuli bianchi nell’uretra anteriore, è possibile utilizzare anche un campione di urina del primo mitto.


In molti uomini con uretrite non si ottiene l’isolamento di un patogeno noto e fino ad un terzo degli uomini con infezione non ha un incremento dei globuli bianchi.


EZIOLOGIA

  • Neisseria gonorrhoeae. Il tasso di isolamento varia enormemente a seconda del contesto sociale e dei diversi Paesi europei. La Neisseiria è più frequente nelle aree urbane disagiate rispetto ai quartieri più ricchi. I tassi di isolamento dei patogeni risultano inferiori negli studi più recenti nonostante l'utilizzo di test più sensibili. 
  • Chlamydia è più facilmente isolata nei pazienti giovani rispetto a M. genitalium e raramente i due organismi coesistono nello stesso individuo.
  • L'isolamento di Trichomonas vaginalis dipende dalla prevalenza dell'organismo nella comunità, essendo più frequente nei gruppi etnici non-bianchi e nell’Europa dell'Est, e aumenta molto con l'utilizzo di test PCR (Polymerase Chain Reaction) più sensibili. L'isolamento di T. vaginalis è maggiore nei maschi con più di 30 anni;
  • L’esatto ruolo degli ureaplasmi nelle uretriti non gonococciche è controverso, essendovi osservazioni discordanti negli studi clinici. Gli ureaplasmi sono microrganismi ubiquitari che possono essere isolati nel 30-40% dei giovani maschi sani sessualmente attivi. Recentemente sono stati divisi in due specie: U. parvum e U. urealyticum  e in alcuni studi Ureaplasma urealyticum è stato associato al 5-10% dei casi di uretrite acuta;30 
  • L'infezione da Adenovirus può essere responsabile probabilmente del 2-4% dei casi di pazienti sintomatici e spesso è associata a congiuntivite.
  • Herpes Simplex tipo 1 e tipo 2 sono meno frequentemente associati a uretrite non gonococcica
  • N. meningitidis, Haemophilus sp., Moraxella catarrhalis, Streptococcus sp., Candida sp. sono stati riportati

SINTOMI CLINICI
  •  Secrezione uretrale:  Tale segno potrebbe non essere stato notato dal paziente o potrebbe essere presente solo al massaggio uretrale. La secrezione uretrale è più abbondante e purulenta nella gonorrea rispetto alla uretrite non gonococcica
  • Disuria: dolori o bruciori ad urinare
  • Prurito uretrale;
  • Irritazione peniena; 
  • nessun sintomo


DIAGNOSI
 

Se la microscopia è disponibile, la diagnosi di uretrite può essere confermata dalla dimostrazione di globuli bianchi nell’uretra anteriore. Altrimenti si può utilizzare un tampone con estremità di cotone o con un'ansa terminale di plastica di 5 mm che deve essere introdotto per circa 0.5 cm nell'uretra. La ricerca dell'esterasi leucocitaria sul primo mitto è un test poco affidabile che non trova utilità nella pratica clinica per la diagnosi di uretrite.

In caso di secrezione uretrale franca, lo striscio uretrale è la scelta migliore rispetto al campione di urina del primo mitto; esso permetterà di verificare la presenza di diplococchi e di altri batteri e nella maggior parte dei casi confermerà l'eccesso di globuli bianchi. T. vaginalis è ben visibile all'esame microscopico a fresco.  Non è noto quale sia l'intervallo di tempo ottimale per garantire una diagnosi certa in un maschio sintomatico. Per convenzione è preferibile un intervallo di 2-4 ore dall'ultima minzione.

Tutti i pazienti valutati dovrebbero essere testati per la ricerca di N. gonorrhoeae mediante esame colturale dell'essudato uretrale, C. trachomatis dovrebbe essere ricercata in tutti i pazienti con uretrite.



TRATTAMENTO 

Il trattamento dovrebbe essere iniziato non appena è posta diagnosi di uretrite, senza attendere i risultati dei test per Chlamydia e degli esami colturali per gonococco. Il trattamento dovrebbe essere prescritto a tutti i pazienti sintomatici anche se l'esame microscopico risulta non diagnostico. 

Nel caso in cui la microscopia non sia disponibile o i risultati non siano affidabili, la gestione dovrebbe essere mirata ai sintomi, con trattamenti attivi sia nei confronti di C. trachomatis che di N. gonorrhoeae e, in aree ad alta prevalenza, di T. vaginalis. Il trattamento per N. gonorrhoeae dovrebbe essere adottato routinariamente solo in caso di presenza di secrezioni uretrali, in quanto la gonorrea è rara nel maschio in assenza di secrezioni uretrali. 

Stabilire l'efficacia del trattamento risulta spesso problematico perché nella maggioranza dei casi non è possibile identificare l'agente patogeno e, comunque, il processo infiammatorio può non rispecchiare una infezione persistente. È importante notare che l'essudato infiammatorio può persistere per un tempo variabile, anche quando l'organismo imputato è stato eliminato.

La venereofobia è una classica causa di secrezione uretrale indotta dalla regolare spremitura uretrale: in questo caso l'assenza di PML nell'essudato uretrale o nel campione di urina del primo mitto deve scoraggiare dal prescrivere ripetuti trattamenti antibiotici.

Tetracicline e azitromicina sono generalmente efficaci contro C. trachomatis sebbene siano stati riportati casi sporadici di fallimento terapeutico con le tetracicline.